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Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice
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Il calice con patena
Il calice con patena
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rancesco
d’Assisi, per umiltà, non volle mai essere ordinato
sacerdote. Le biografie primitive riferiscono episodi eucaristici
nei quali il Santo assisiate vestiva da “diacono”,
primo aiutante del celebrante dell’Eucarestia.
Il calice (cm. 10,6 di altezza), munito di patena (cm. 10,6 di
diametro), lo ricorda, quindi, sempre come ministro dell’altare.
Gli era stato donato dall’abate Maccabeo di San Benedetto
del Subasio.
Per il Santo l’Eucarestia è l’incarnazione
quotidiana e permanente; è il luogo sacramentale dove vede
e incontra corporalmente il Cristo, figlio di Dio e fratello nella
carne umana (cf. Ammonizioni, cap. I). Fino al “Testamento”,
Francesco esigeva dai suoi frati che tutto quel che serviva alla
celebrazione eucaristica doveva essere “prezioso”.
Nella coppa del calice sono i simboli del Cristo nato (l’uomo
alato di Matteo), sacrificato (il vitello di Luca), risorto (il
leone di Marco), asceso alla destra del Padre (l’aquila
di Giovanni). Al centro della patena è raffigurata la mano
del Creatore dell’Universo; sull’orlo, due stelle,
il sole e la luna. La raffigurazione decorativa rimanda al “Cantico
delle creature”, vero inno offertoriale del sacerdozio battesimale
di Francesco, “uomo cristianissimo” (San Bonaventura).
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